Da Treviso a Casale Sul Sile

La strada verde del Parco Naturale Regionale del Fiume Sile

La strada verde del Parco Naturale Regionale del Fiume Sile è un corridoio ecologico che attraversa tutto il Parco dalle sorgenti a Portegrandi, destinato alla mobilità lenta (ciclabile, pedonale e in barca). La strada verde non è solo un percorso alternativo alla viabilità stradale convenzionale, ma rappresenta la spina dorsale di un sistema a rete, che collega tutti i principali siti di interesse per il visitatore che vuole conoscere il territorio del Parco, scoprendo via via le sue particolarità.

Caratteristiche

  • Partenza: Treviso zona Fiera
  • Arrivo: Casale sul Sile
  • Tempo di percorrenza: 1,5 A/R 3 ore
  • Lunghezza: 14,5 km circa, andata e ritorno 29 km
  • Condizioni del percorso: strade asfaltate o strade bianche ben mantenute
  • Parcheggio auto: Zona Fiera Treviso

Itinerario

L’itinerario parte da Treviso vicino al porto dove una volta arrivavano e sostavano i burci, e ricalca il percorso dei buoi che trascinavano le barche lungo le alzaie del Sile. Affascinante il cimitero dei burci attrezzato con passerelle dove, oltre ai relitti, è possibile osservare una natura ricca e interessante.

Si parte dal Parcheggio Porto di Fiera di Treviso e, prendendo la Stradella interna C, si raggiunge via Alzaia sulla riva sinistra del Sile, l’ambiente diviene via via più affascinante grazie alle numerose anse che il fiume compie.

Come la vicina e maestosa Venezia, anche la piccola città di Treviso sa incantare il viaggiatore per  la coesistenza pacifica e armoniosa tra l’acqua, la natura e le costruzioni umane. A Treviso  scorrono infatti sue fiumi: il Cagnan e il Sile che le donano quell’aspetto caratteristico e dal tratto romantico di città di provincia, calma ed armoniosa.

La visita inizia sempre da Piazza dei Signori, cuore storico della città e luogo di incontro dei trevigiani. Il Palazzo del Podestà, quello dei Trecento e la Torre Civica convivono con bar, portici, negozi e botteghe storiche.

Da qui parte Calmaggiore, la più importante strada commerciale di Treviso, con le botteghe protette dai portici. Se Piazza dei Signori è il cuore civile di Treviso, il Duomo e la Chiesa di San Nicolò sono quello religioso, insieme al Complesso di Santa Caterina, oggi museo e sede di importanti mostre temporanee.

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Dove Mangiare

Dove Dormire

Proseguendo con il fiume a destra si arriva nei pressi dei grandi edifici dei mulini sul Sile: il Molino ex Purina, i Mulini Mandelli (ormai archeologia industriale) e poi si passa sotto la tangenziale. A questo punto il Sile si divide e forma l’isola di Villapendola, che si raggiunge attraversando uno stretto ponte in pietra situato sulla destra. Qui possiamo fare il giro dell’isola costeggiando il Sile Morto tra una rigogliosa vegetazione e bacini rinaturalizzati residuo delle cave per l’escavazione della ghiaia.. Oppure, in alternativa, dopo il ponte giriamo a destra e poi a sinistra per via Tappi, così chiamata per via delle impronte lasciate dai buoi quando trainavano i burci.

Superato il Lago Verde troviamo un ponte in legno sulla destra che ci porta al “Cimitero dei Burci” un luogo suggestivo attrezzato con passerelle da percorrere a piedi, dove tra i canneti si trovano i relitti delle imbarcazioni da trasporto affondate come segno di protesta negli anni ’70. Questo è il posto ideale per osservare la fauna e gli uccelli in cova.

Superato con passerelle il tratto paludoso si torna sull’argine e si arriva al caratteristico porticciolo di Casier dove a poca distanza dalla piazza, addossato ad un muro, è possibile osservare da vicino un curioso orologio ad acqua (idrocronometro) alimentato dal Sile.

Il percorso prosegue lungo l’argine in un suggestivo passaggio con l’acqua da entrambi i lati. Poco dopo superato il ponte autostradale, siamo costretti ad abbandonare l’argine per un tratto, raggiungendo l’asfalto della SP67 e riprendendo la pista nelle vicinanze della Chiesa di Lughignano. Poi la pista prosegue su sterrato fino a Villa Mantovani Orsetti e prosegue su asfalto per via Rivalta, poi via Vicinale e infine via Belvedere ai piedi del cavalcavia, saliamo a sinistra e dopo la discesa a destra ci troviamo sulla riva sinistra del fiume a Casale sul Sile, la cui chiesa,  posta nei pressi del fiume, conserva preziosi affreschi di Giandomenico Tiepolo.

 

Dopo il completo abbandono dell’attività fluviale, i burci inutilizzati vennero poco per volta abbandonati lungo le sponde del Sile. In questo tratto se ne possono trovare a decine, abbandonati lungo il corso del Sile.

La parrocchiale di San Martino avrebbe origini longobarde o carolinge e ospitò forse una comunità di frati legata al monastero di Casier. La prima menzione è però del 1152, ricordata come dipendenza della pieve di Casale. Nel 1459 le furono unite le cappelle di Cendon e Sant’Elena, ma furono in seguito distaccate per le difficoltà di comunicazione (si trovavano al di là del Sile). Fu rimaneggiata e riconsacrata nel 1509 e nel 1915 fu sostanzialmente rifatta su progetto di Antonio Beni.
Della chiesa originale restano l’abside romanica e il campanile, in stile lagunare. L’interno è a tre navate con tetto a capriate. Da ricordare un Crocifisso cinquecentesco conservato sul lato destro del presbiterio.

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