Cicloturismo in Piemonte: la Corona di Delizie

La Corona di Delizie è l’insieme del sistema di Residenze Reali, volute storicamente dalla famiglia sabauda per circondarsi di sfarzose maisons de plaisance che costituisco il disegno architettonico denominato Corona di Delizie nato tra Cinquecento e Seicento intorno alla città di Torino.

E’ stato individuato un percorso cicloturistico che colleghi le Residenze Sabaude in bicicletta, denominato “Corona di Delizie in bicicletta“, costituito da un anello di oltre 90 Km con 7 varianti storiche, attraverso percorsi protetti e misti.

L’unica vera difficoltà di questo itinerario cicloturistico alla scoperta dell’hinterland torinese è la lunghezza. Anche se quasi totalmente pianeggianti, i 90 km della Corona di Delizia, rappresentano comunque una distanza da non sottovalutare. Proprio per questo, soprattutto per i ciclisti meno esperti, sono consigliate delle soste strategiche, magari nei luoghi più interessanti che si incontrano lungo il percorso.

Caratteristiche

  • Partenza:  Torino
  • Arrivo:  Torino
  • Lunghezza:  90km
  • Tipologia del Percorso: Pista Ciclabile

Cicloturismo in Piemonte: la Corona di Delizie

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Itinerario "La Corona di Delizie"

La Corona di Delizia è un itinerario cicloturistico ad Anello, per cui potete scegliere di partire da qualsiasi punto. La descrizione che presentiamo qui prende il via da  stazione della Tranvia Sassi-Superga, da cui si può raggiungere l’omonima basilica. Siamo ai limiti orientali della città dove la Ciclopista del Po è l’asse portante della Corona di Delizie: si tratta di una magnifica pista ciclabile, quasi mai interrotta dalle intersezioni con le strade battute dal traffico motorizzato, che si sviluppa soprattutto attraverso i numerosi parchi istituiti sulle sponde del fiume. Il primo, soltanto poche centinaia di metri dopo la partenza, è il Parco del Meisino.

Pedalando verso nord, si costeggia la periferia industriale della città prima di arrivare a Settimo Torinese, dove il parco Mezzaluna che si trova proprio lungo il percorso è un’ottima scelta per una fermata. Siamo ormai lontano dall’area urbana torinese e viaggiamo in direzione del grande Parco regionale La Mandria (destinazione di una delle varianti storiche) per raggiungere Borgaro dove si può ammirare il castello di Santa Cristina, purtroppo solo da fuori, visto che al momento non è visitabile. Il percorso continua toccando gli abitati di Druento e Pianezza: qui si passa a pedalare sulla nuova ciclabile costruita sulle rive della Dora Riparia verso Collegno. È uno dei tratti più suggestivi di tutto il percorso, con un paesaggio insospettabile a ridosso di un grande centro urbano come Torino.

Superato Grugliasco si arriva a Rivoli sfruttando anche percorsi non protetti, ma su strade veramente molto tranquille. Il Castello e il Museo di Arte Contemporanea sono un richiamo quasi irresistibile per il turista, e quello in bicicletta non fa eccezione. Dopo la sosta si punta verso Rivalta e, prima di arrivare a Beinasco, si transita su una futuristica passerella degna del miglior Calatrava. Abbiamo scavalcato il Sangone che adesso prendiamo a seguire fino a Stupinigi e Moncalieri, dove il corso d’acqua si estingue nel Po. Ed è proprio sulle rive del fiume nazionale che la ciclabile accompagna il ciclista al Castello del Valentino, ultima delizia di questa fantastica corona che, oltre a circoscrivere la città di Torino, sembra quasi un viaggio nel tempo.

La Corona di Delizie è stata pensata con una speciale attenzione all’intermodalità treno-bici. Lungo l’itinerario infatti si trovano diverse stazioni: Collegno, Moncalieri, Settimo, Borgaro, Venaria e Torino.

Un po’ di storia: 

La dinastia sabauda volle circondarsi di un sistema di regali residenze, teatro della raffinata vita di corte e maestosa testimonianza del potere acquisito da Casa Savoia. Agli antichi palazzi si affiancarono magnifiche regge progettate dai principali architetti dell’epoca; al centro di comando torinese si aggiunsero luoghi di svago e piacere lungo i fiumi, in collina, nella campagna circostante. La costruzione di sfarzose maisons de plaisance, fra Cinquecento e Settecento, fu frutto di un disegno architettonico ben preciso: creare una “Corona di Delizie” che circondasse la città. L’insieme delle residenze sabaude, teatro della vita di corte, costituisce un unicum a livello europeo, riconosciuto dall’UNESCO come Patrimonio dell’Umanità nel 1997.
Da luogo di loisir riservato alla corte, le regge si aprono oggi al pubblico e confermano la loro vitalità scoprendo una nuova vocazione culturale, ospitando collezioni storiche e organizzando eventi che ne rinnovano il fascino e lo splendore scenografico. Ecco le Regge che si possono incontrare lungo questo itinerario:

Palazzo Reale – Reggia di Venaria – Villa di Venaria – Palazzina di Caccia di Stupinigi – Castello del Valentino – Castello di Moncalieri – Castello di Rivoli – Castello Ducale di Agliè – Castello di Racconigi. 

 

Itinerario "La Corona di Delizie" - Punti di Interesse

Il capoluogo piemontese si presenta come una città dal fascino unico, dove sono passati imperatori e dove sono nati regni, in cui il potere ha lasciato segni indelebili. Torino è oggi una metropoli che guarda al proprio passato puntando al futuro con l’ambizione di una città che da piccolo villaggio pedemontano è divenuta la capitale di un regno e di una nazione, per poi trasformarsi in capitale del cinema e dell’automobile.

Tesori imperdibili della città sono i palazzi che hanno fatto la storia del capoluogo subalpino, per secoli cuore del  Regno dei Savoia e teatro dell’Unità nazionale. Imponenti sono le dimore in cui hanno soggiornato re e nobili dell’epoca. Il punto di partenza è Piazza Castello, con il  Palazzo Reale, Palazzo Madama  e Palazzo Carignano, i più importanti edifici storici della città. Il percorso ideale per una visita in città può partire dalla straordinaria “corona di delizie”, le bellissime residenze che circondano la città adibite un tempo a palazzine di caccia, a residenze estive, prima tra tutte la Reggia di Venaria Reale.

 

Al tempo stesso gli edifici religiosi come la Basilica di Superga, la Gran Madre, il Duomo, la Consolata, la Crocetta, raccontano la storia di Torino e rappresentano le migliori testimonianze dei grandi architetti passati per il capoluogo, da Juvarra a Guarini. Nel Duomo è conservata la Sacra Sindone, ospitata dall’eccentrica cupola del Guarini andata a fuoco nel 1997 e oggi interamente restaurata.

 

Grazie all’eredità dei patrimoni della Casa Reale, Torino conserva tesori davvero preziosi: armi, gioielli, arazzi, arredi. Alla Biblioteca Reale, per esempio, è conservato l’autoritratto a sanguigna di Leonardo da Vinci, uno dei disegni più famosi del mondo. Il noto “Collegio dei Nobili” è invece sede del Museo delle Antichità Egizie con una collezione di oltre 5000 reperti, seconda solo a quella del Cairo.

Da non perdere sono inoltre la Galleria d’Arte Moderna e il Castello di Rivoli. All’interno del simbolo di Torino, la Mole Antonelliana, il Museo del Cinema, l’avveniristico allestimento che rappresenta l’incontro perfetto tra tradizione e progresso.

Fulcro della corte e del potere politico, Palazzo Reale e gli edifici che lo circondano costituivano il centro di comando e il principale luogo di rappresentanza della magnificenza sabauda. Nel corso dei secoli, i successivi interventi di rinnovamento affidati nel Settecento a Juvarra e Alfieri e nell’Ottocento a Palagi, rendono Palazzo Reale un esempio unico dell’armonica unione di diversi stili architettonici. L’eleganza della facciata seicentesca e lo splendore delle sue numerose sale riccamente arredate sono specchio della sfarzosa vita di corte e testimonianza della plurisecolare storia di Casa Savoia.

Sorta a metà Seicento come residenza di caccia di Carlo Emanuele II, la sua ideazione fu affidata ad Amedeo di Castellamonte, che fece del centrale Salone di Diana uno snodo ideale fra palazzo e giardini. Vittorio Amedeo II chiamò a lavorarvi prima Garove e poi Juvarra, che vi costruì alcuni dei suoi capolavori: la Galleria Grande, la Cappella di Sant’Uberto e il complesso costituito dalla Scuderia Grande e dalla Citroniera. In seguito Benedetto Alfieri vi realizzò il Rondò con le statue delle Stagioni. Dopo un lungo restauro, la reggia con il suo affascinante percorso di visita è oggi sede di grandi mostre e concerti: un progetto culturale in cui antico e contemporaneo si sposano armoniosamente.

Riaperta al pubblico dopo un accurato restauro, ritrova l’antico splendore Villa della Regina, fondale scenografico della città, al centro dei giardini all’italiana con padiglioni, giochi d’acque e aree agricole nuovamente produttive. Nata come vigna di corte collinare del cardinal Maurizio e della principessa Ludovica, fu deliziosa residenza di duchesse, principesse e regine di Casa Savoia fino all’Ottocento. La dimora aulica, con gli Appartamenti Reali affacciati sullo straordinario salone, riflette nelle decorazioni e negli arredi il gusto per le arti preziose e per l’esotismo in voga presso le corti europee nel Settecento.

Luogo di loisir e di caccia, fu dimora prediletta dai Savoia per grandiose feste e solenni matrimoni, oltre che residenza di Napoleone all’inizio dell’Ottocento. Filippo Juvarra progettò per il sovrano un’architettura straordinaria, ispirandosi al modello delle coeve residenze mitteleuropee. Al completamento del progetto lavorarono ancora Benedetto Alfieri e altri architetti del ‘700, mentre ebanisti e intagliatori, stuccatori e doratori contribuirono a configurare l’apparato decorativo.

Nel cuore verde del parco ottocentesco di Torino, il Castello del Valentino ha conosciuto nei secoli diverse destinazioni d’uso prima di diventare sede della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino. Già residenza fluviale extraurbana nel ‘500, conobbe il suo periodo di massimo splendore sotto Cristina di Francia, prima Reggente dello Stato sabaudo, che lo scelse come palazzo di rappresentanza, ampliandolo secondo il gusto francese e promuovendo la ricca decorazione delle sale al piano nobile. Alla sua morte, si spense l’eco delle feste che la Madama Reale era solita organizzare e pochi decenni dopo uno dei giardini laterali divenne sede dell’Orto botanico dell’Università, tuttora visitabile. Nel corso del XIX secolo il castello fu oggetto di profonde trasformazioni, legate all’Esposizione del 1858 promossa da Cavour.

Una delle più antiche fra le residenze sabaude, il Castello di Moncalieri si erge in tutta la sua pacata monumentalità a guardia del Po, poco distante da Torino. Edificato in epoca medievale con scopi difensivi, fu trasformato dai Savoia in “luogo di delizie” a seguito di numerosi interventi di ampliamento e abbellimento. Molto amato dai personaggi femminili di Casa Savoia, come la regina Maria Adelaide e le principesse Clotilde e Letizia, il castello fu luogo di soggiorno, sede dell’educazione dei giovani principi e teatro di eventi clamorosi: frammenti di storia e ricordi familiari aleggiano ancora negli appartamenti reali, collegati al vasto parco che si estende sulla collina.

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Nato nell’XI secolo come roccaforte militare, il Castello di Rivoli è oggi sede del Museo d’Arte Contemporanea, che presenta una prestigiosa collezione e grandi mostre temporanee in un originale contesto storico-architettonico. Proprietà dei Savoia dal 1247, il castello fu la prima sede della corte del ducato sabaudo e nel ‘600 venne trasformato in residenza aulica da Carlo e Amedeo di Castellamonte. Il complesso si arricchisce inoltre della Manica Lunga, pinacoteca ducale, di oltre 140 metri. Nel ‘700 Vittorio Amedeo II affidò allo Juvarra l’incarico per un grandioso progetto di riedificazione che non sarà mai portato a termine. L’incompiutezza della costruzione, sottolineata dal restauro di Andrea Bruno negli anni Ottanta del ‘900, crea una suggestiva linea di continuità tra passato, presente e futuro.

Una storia lunga sette secoli, che ha visto il passaggio di duchi, principi e re: il Castello di Agliè, già proprietà dei marchesi San Martino, vanta un antico e nobile passato, testimoniato dalla varietà degli allestimenti che ancora caratterizzano appartamenti e giardini.

Circondato da un parco con alberi secolari e grandi serre, il castello conta oltre 300 stanze con un patrimonio di arredi e collezioni prezioso ed eterogeneo, che spazia dai quadri ai reperti archeologici, fino alle sorprendenti raccolte ornitologiche e orientali. Il Salone da Ballo affrescato e la successione di ambienti d’epoca perfettamente conservati rendono il castello un trionfo di eleganza e splendore.

Dai tempi di Carlo Alberto fino alla caduta della monarchia, la famiglia reale trascorreva la villeggiatura in questo imponente castello costruito da Guarini per i principi di Carignano e circondato da un maestoso parco, opera dell’architetto di giardini Xavier Kurten ed esempio tra i più significativi in Europa della sensibilità verso la natura e il paesaggio propria del Romanticismo. Visitare il Castello di Racconigi oggi significa non solo rivivere i fasti di Casa Savoia ammirando gli arredi originali e la splendida collezione di ritratti, ma anche passeggiare tra serre e cascine e avvistare le cicogne che nidificano nel parco, oasi di grande interesse naturalistico.

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