Cicloturismo in Piemonte: alla scoperta della Langa del Barolo

Itinerario Presentato da:

Ci troviamo in Piemonte, e la proposta di ciclotursimo ci porterà alla scoperta della Langa Del Barolo. Caratteristico tour in bicicletta tra i vigneti della bassa langa, patrimonio dell’umanità UNESCO e meta rinomata del turismo enogastronomico piemontese.
Pedalando su e giù per famose colline, su strade tranquille e facili sterrati, esploreremo alcuni fra gli 11 comuni di produzione del Barolo.
Belvedere mozzafiato, antichi castelli e naturalmente i prodotti tipici della zona, ci accompagneranno per tutta la durata del tour.

Caratteristiche

  • Partenza: Gallo
  • Arrivo:  Gallo
  • Tempo di percorrenza:  5/6 ore
  • Lunghezza:  39 km
  • Dislivello: 1150 m 

Cicloturismo in Piemonte: la mappa per andare alla scoperta della Langa del Barolo

Questo tour è Organizzato da Tour To Bike di Simone Viola. 

Per Informaziono o prenotazioni segui il link:

Itinerario cicloturistico piemontese: Alla Scoperta della Langa del Barolo

Partenza da Gallo (205m s.l.m.), frazione del comune di Grinzane Cavour, con un primo tratto di trasferimento in piano su asfalto che dura circa 3 km.
Da qui una breve ma impegnativa salita ci porta al comune di Roddi (285m s.l.m.) con il suo castello e la peculiare “università” dei cani da tartufo.
Usciti dal paese, dopo qualche centinaio di metri, inizia lo sterrato con una salita dalla dolce pendenza che ci introduce al caratteristico paesaggio della langa:
ampie distese di vigneti e noccioleti. Superato qualche strappo più impegnativo giungiamo a Verduno (381m s.l.m.), terra natale del Beato Sebastiano Valfrè e del vino Verduno Pelaverga DOP. Riprendiamo a salire su sterrato poco pendente e nel comune di La Morra, ancora in aperta campagna, incrociamo la cappella campestre della Madonna di Loreto, testimonianza della fede cristiana contadina.
Arrivati nel centro di La Morra (513 m s.l.m.) sul punto più elevato, in piazza castello, potremo affacciarci sul Belvedere più famoso e suggestivo della zona da cui avremo una visuale dell’intero percorso di giornata. Dalla piazza, dove svetta la torre campanaria, inizia il primo vero tratto di discesa, prima su asfalto e poi su strada bianca, fino ad arrivare alla coloratissima cappella del barolo, edificio mai consacrato divenuto simbolo e attrattiva turistica del luogo.
Riprendiamo a scendere questa volta immersi tra le file dei vigneti e dopo uno strappo ripido in salita di circa 700 m, entriamo nel territorio di Barolo (301m s.l.m.).
Oltre ad essere noto per aver dato il nome all’omonimo vino, il paese presenta altre attrattive come il castello Falletti, il WIMU museo ed il curioso museo dei cavatappi.
Proseguiamo l’escursione andando ad imboccare la seconda salita del giorno, che potremmo dividere in due parti distinte.
Il primo segmento è lungo circa 1,5 km, con medie pendenze e fondo ghiaioso composto da piccoli ciottoli che rallentano l’avanzamento.
dopo una breve discesa inizia la seconda parte di salita di 1,2 km su un stretto sentiero dal fondo compatto e con pendenze che in alcuni tratti superano il 10%.
Ritorniamo su asfalto e, dopo un tratto di discesa e circa 500 m di salita, approdiamo a Monforte (480 m s.l.m.) incantevole borgo medioevale posizionato in cima ad una collina che domina il paesaggio circostante.
L’Auditorium Horszowski, la Torre Campanaria e l’oratorio di Sant’Agostino e di San Bonifacio ci ripagano dello sforzo fatto per arrivare a questo punto panoramico e, dopo una meritata pausa, siamo pronti per proseguire.
Scendiamo a fondovalle grazie ad una piacevole e veloce discesa su asfalto lunga circa 2,2 km per poi riprendere a pedalare su alcune importanti pendenze in mezzo alle vigne.
Sono 1,5 km di salita con una seconda parte un po’ più facile (ma che comunque si fa sentire giunti a questo punto del tour!) che ci permette di raggiungere Serralunga D’Alba (414 m s.l.m.).
Al centro del piccolo borgo, sul punto più elevato, spicca il castello nobiliare tenuto in ottime condizioni, mentre poco oltre troviamo la chiesa di San Sebastiano.
Continuiamo in leggera discesa su una statale poco trafficata che, dopo 2,5 km, diventa una sterrata semplice fino a collegarci ad un tratto in piano che fa da trasferimento per l’ultima salita.
I 6 0m di dislivello che rimangono da affrontare ci consentono di raggiungere Grinzane Cavour, dove potremo apprezzare l’imponente castello (300 m s.l.m.), il museo delle langhe e l’Enoteca Regionale Piemontese Cavour.
Il tratto finale, lungo 1,7 km su sterrato in discesa, scorre via veloce lasciando una sensazione di appagamento con le fresche immagini degli scenari da favola che vengono riproiettate inconsciamente dal nostro cervello, quasi a volerci far dimenticare lo sforzo fisico compiuto.

Itinerario cicloturistico piemontese: le immagini

Itinerario cicloturistico: Langa del Barolo, cosa c'è da vedere

Collocato in splendida posizione su una dorsale a dominio della pianura verso Alba, Roddi è un borgo medievale arroccato attorno al suo castello, secondo uno schema caratteristico del paesaggio ondulato delle Langhe.

 

Alto ed imponente, è un significativo esempio di architettura fortificata medioevale, con corpo centrale a tre piani e due poderose torri; su di un angolo si erige la poderosa torre maestra, alta e snella, dal lato opposto, una più piccola e pensile. L’edificio, ricco all’interno di preziose decorazioni, nonché di soffitti lignei a “cassettoni” appartenne dal 1526 a Gaio Francesco della Mirandola, nipote del grande filosofo e umanista Pico, mentre nel 1690, passò ai Della Chiesa. Dopo il 1814, data che segna il Congresso di Vienna, il castello passò ai Savoia, per divenire di proprietà del Comune nel 2001. Il Castello è visitabile; all’interno delle sue sale vengono allestite, da aprile a novembre, mostre di artisti contemporanei e non.

 

All’ombra del Castello, a fine Ottocento, fu fondata un’università del tutto particolare dove i cani studiano per «laureare» il proprio olfatto alla ricerca dei tartufi più pregiati.

L’università del cane da tartufo è un luogo unico. Qui da quattro generazioni la famiglia Monchiero addestra l’olfatto e insegna tecniche di cerca ai cani, pronti a scoprire i tartufi sepolti sottoterra. Il corso dura 3 settimane e il risultato è garantito.

La Morra è un piccolo comune piemontese di fama internazionale, situato in cima ad una collina e a pochi chilometri da Alba nel cuore del territorio delle Langhe.

Nel 2014 è stato inserito nella lista dei patrimoni mondiali dell’umanità Unesco in quanto parte del sito “Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato.”

 

Sulla piazza centrale del paese si affacciano la barocca chiesa di San Martino e la Confraternita di San Rocco; in un angolo un piccolo giardino triangolare cresce sulla terra dell’antico cimitero, di fronte il Municipio e l’antica casa del corpo di guardia. Proseguendo su via Garibaldi si ripercorre il cammino delle antiche mura medievali che proteggevano il paese.

A due passi, nella Cantina Comunale, nata nel 1973 nei locali del palazzo dei Marchesi di Barolo, si possono degustare e acquistare i vini di La Morra. 

Più in alto, in piazza Castello, è possibile godere di uno dei punti di vista più spettacolari su tutte le Langhe.

 

Nella frazione dell’Annunziata è da segnalare l’ex abbazia benedettina di S. Martino di Mercenasco, dove  ha sede il Museo Ratti dei vini.

 

Recentemente ha catturato l’attenzione anche la piccola cappella della Madonna delle Grazie in località Brunate. Restaurata e completamente dipinta con colori vivaci da due artisti, l’inglese David Tremlett e l’americano Sol Lewitt, non passa di certo inosservata.

 

Gli amanti dell’escursionismo potranno cimentarsi lungo la rete di 7 sentieri realizzata dall’associazione Eventi e Turismo per promuovere il territorio. Le stradine non solo conducono il visitatore vicino alle grandi vigne, ma permettono di scoprire piccole frazioni di La Morra, piloni votivi, boschi e punti panoramici.

 

Tra le varie possibilità di escursionismo molto famosa è diventata la Mangialonga, una camminata enogastronomica non competitiva che prevede in alcune tappe degustazioni di prelibatezze e vini locali, in particolare il Barolo e il Nebbiolo DOCG.

Barolo è un piccolo comune piemontese adagiato su di un piccolo altopiano, nel cuore delle Langhe dal quale prende il nome il famoso vino rosso.

Il nome del paese deriverebbe dal celtico “bas reul”, luogo basso, come di fatto è rispetto ad altri paesi della zona.

La sua storia inizia nell’Alto Medioevo, attorno all’anno 1000, con i primi insediamenti barbarici e la costruzione di un castello come difesa dagli attacchi dei saraceni.

Verso il 1250 il feudo passò ai Falletti, la cui dinastia ne rimase proprietaria fino al 1864, con la marchese Giulia che per prima sperimentò il metodo di vinificazione del Barolo, così come oggi lo conosciamo.

 

All’interno del castello oggi ha sede l’Enoteca Regionale del Barolo e il WiMu, il Museo Etnografico ed enologico del Barolo.

Accanto al castello, nel 2006 è stato istituito il “Museo del cavatappi” che racconta, in 19 sezioni, la nascita e l’evoluzione di questo utensile ricco di storia e curiosità. In esposizione circa 500 esemplari di cavatappi antichi provenienti da tutto il mondo e realizzati a partire dalla seconda metà del 1600.

In posizione incantevole, il paese si presenta con le case della parte antica tutte addossate sulle pendici di un erto colle.

L’attuale dimora patrizia, di proprietà dei Marchesi Scarampi del Cairo, è stata costruita sulle mura del vecchio castello.

Oltre alla villa nobiliare fanno parte del suggestivo centro storico un campanile romanico del XIII secolo, le Confraternite delle Umiliate e di S. Agostino del XV secolo, la chiesa parrocchiale del ‘900 in stile gotico-piemontese.

Nella frazione di S. Stefano è pregevole l’abside romanica del 1100.

L’auditorium Horszowski, ospitato in una conca naturale, propone concerti di rilievo.

Grinzane Cavour si trova a 6 chilometri da Alba, sulla strada verso Barolo e Monforte, in una posizione strategia e bellissimo. Disposto su di un colle circondato da vigneti, il paese è dominato dal suo famoso castello medioevale.

Costruito nella prima metà del XIII secolo, il castello ha subìto alcune modifiche di carattere architettonico. L’odierno aspetto è il risultato di restauri iniziati nel 1961, in occasione dei primi 100 anni dello stato italiano. L’imponente edificio in laterizio ha pianta trapezoidale, con quattro corpi irregolarmente disposti intorno all’esiguo cortile principale. Nel XVI secolo fu ampliato con l’aggiunta delle due pittoresche torricelle cilindriche; dello stesso periodo è, nella Sala delle maschere, il soffitto a cassettoni con 157 tavolette dipinte in occasione del matrimonio di Pietrino Falletti, recanti raffigurazioni di stemmi araldici, animali, allegorie e ritratti.

Oggi è sede dell’Enoteca Regionale Piemontese Cavour, di un ristorante e di un Museo etnografico sulla civiltà contadina.

Degna di nota è anche la vecchia Parrocchiale, fatta erigere dal Conte Camillo di Cavour, dedicata alla Madonna del Carmine.

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