Colli Asolani: un percorso alla scoperta di borghi ville e trincee

Itinerario Presentato da:

Oggi ci lasciamo guidare da the.mtb.biker in un affascinate percorso ricco di storia antichi borghi e ville palladiane. L’itinerario prevede sentieri mediamente impegnativi ed è quindi adatto a MTB o E-MTB. 

Caratteristiche

  • Partenza/ Arrivo:  Maser
  • Lunghezza: 28.9 km
  • Dislivello: 1160 m
  • Tempo di Percorrenza: 3 h
  • Quota massima: 500m
  • Difficoltà: percorso impegnativo
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Itinerario

Gli scorci idilliaci uniti alle testimonianze storiche del passato fanno dei Colli Asolani un’occasione per pedalare alla scoperta di luoghi secolari fatti di borghi medievali, ville palladiane e trincee di guerra.

Si parte da Maser, dalla sontuosa Villa Barbaro, affrontando subito l’ascesa verso Forcella Mostaccin; con una traversata verso est, prevalentemente in salita su single track tecnici e impegnativi, si raggiungono poi le trincee di guerra del Monte Collalto e dell’Osservatorio Marocco. Una comoda mulattiera scende quindi verso Cornuda dove si imbocca lo storico Sentiero delle Due Rocche.

Il sentiero, inizialmente una comoda e larga sterrata, sale gradualmente verso il “Passaggio a Nord Ovest” divenendo nella parte finale più impegnativo per via del fondo spesso umido; dopo lo scollinamento e la discesa a Forcella Mostaccin, si prosegue con una lunga successione di stretti e divertenti single track in direzione della Rocca di Asolo, dalla quale una lunga scalinata permette di arrivare nel cuore dell’antico borgo medievale.

Si prosegue con un panoramico trasferimento su asfalto per poi affrontare diverse brevi ma impegnative rampe tra sterrato, cemento e infine single track fino all’erbosa e panoramica piana della Chiesetta di San Giorgio. La discesa finale su Maser si conferma, come tutti gli altri sentieri fin qui già percorsi, molto tecnica ma estremamente divertente.

Fatta costruire tra il 1550 ed il 1560 dai fratelli Daniele e Marcantonio Barbaro, è da considerare tra i più alti esempi del genio di Andrea Palladio. La Villa nasce da un’insolita e straordinaria collaborazione tra progettista e committenti (raffinati cultori e conoscitori della Architettura classica) che riesce a fondere in un equilibrio esemplare: villa, azienda e paesaggio. Costruita in posizione leggermente elevata, su uno scalino ricavato nel pendio del colle, fa coincidere il livello dei giardini con quello di entrambi i piani. La decorazione interna, affidata a Paolo Veronese per gli affreschi ed a Alessandro Vittoria per gli stucchi, sottolinea in modo esemplare, con allegorie e scene simboliche, l’armonia che deve regnare tra l’uomo e la natura. Verso la pianura l’edificio si apre, articolandosi nelle geometrie lineari del giardino, interrotte dalla strada pubblica, proseguendo poi nello scenografico viale alberato che si prolunga indefinitamente verso l’orizzonte. In asse con la strada pubblica, a pochi metri dalla Villa, fu edificato nel 1580, ultima opera del Palladio, il Tempietto che nelle intenzioni di Marcantonio Barbaro doveva fungere, oltre che da oratorio privato, anche da chiesa del villaggio. Costruito sul tema classico del Pantheon romano, fu la sola occasione offerta al Palladio di realizzare un chiesa in quella “forma rotonda” che egli riteneva ideale per gli edifici sacri. Sulla collina retrostante la villa si può visitare il curioso “Museo delle Carrozze”.

Sui colli di Maser erano stanziate le retrovie, occupate a costruire trincee e camminamenti nel timore che gli Austro-ungarici potessero superare il Piave o scendere vittoriosi dalle vette prealpine.

Dopo la disfatta di Caporetto del 24 ottobre 1917, il Generale Cadorna decise di resistere all’avversario: Maser era a ridosso della prima linea e venne dato l’ordine ai civili di abbandonare tutte le abitazioni dal confine di Cornuda fino al Tempietto di Villa Barbaro.

Sulle alture circostanti molte postazioni di artiglieria sparavano verso il Piave e in direzione del monte Tomba. Poco più sotto, sul “castellet”, era posizionata l’artiglieria antiaerea, e sopra il Sùlder vi era il principale osservatorio di guerra, unito al piano con una teleferica.

Sopra il Collalto vi era un altro osservatorio che dominava l’ampia vallata sottostante il Monte Tomba, anche questo unito alla pianura con una teleferica.

Dal Collalto e dal Sùlder le truppe italiane potevano controllare le linee nemiche disposte lungo il Piave e tutto il corso del fiume, dal ponte di Fenèr fino a Nervesa della Battaglia e ancora, verso Est, fino al mare.

 

Due quindi sono gli osservatori di guerra: uno sul monte Collalto, e uno sul Sùlder, detto “osservatorio Marocco” . Da qui si può osservare, verso Nord Est, l’Isola dei Morti, sita nel Comune di Moriago della Battaglia, che è uno dei punti da dove l’Esercito italiano, nell’ottobre 1918, sferrò il vincente attacco finale alle truppe Austro-Ungariche. Le teleferiche, che collegavano gli osservatori con la pianura permettevano il trasporto di viveri, armi e vari materiali.

Più sotto, nella Villa Barbaro, aveva sede il Comando Generale, capeggiato dal Generale Squillaci. La stessa Villa Nani, oggi sede municipale, fu attrezzata come reparto dell’ospedale da campo.

Asolo, piccolo borgo agricolo e artigianale che ha sempre avuto grande fascino fra i personaggi illustri di tutta Europa, prima fra tutti la regina Caterina Cornaro.

Divenuta regina di Cipro cedette l’isola alla Repubblica Serenissima ricevendone in cambio Asolo. Dal 1489 al 1509 il castello posto sulla cima della collina divenne la sua prestigiosa residenza.

La sua incantevole posizione panoramica tra le colline fu dipinta dal grande Giorgione e i suoi fasti furono declamati da grandi poeti come il poeta inglese Robert Browning e Giosuè Carducci, che la definì “la città dai cento orizzonti”.

Qui vissero Pietro Bembo, uno dei più famosi dotti del Cinquecento; il musicista Gian Francesco Malipiero, che trovò ispirazione per alcune sue composizioni; ed Eleonora Duse, la famosa attrice amante di Gabriele D’Annunzio.

Simbolo di Asolo è la Rocca che domina il paesaggio dalla vetta del Monte Ricco, offrendo una vista spettacolare. Da qui si scorge il centro storico della città: Piazza Garibaldi con la fontana cinquecentesca, il Castello, che ospita oggi il Teatro Duse, e l’antichissima Cattedrale, che custodisce al suo interno la bellissima “Assunta” di Lorenzo Lotto. Da visitare anche il Museo Civico, all’interno del quattrocentesco Palazzo della Ragione, la cinquecentesca Villa degli Armeni e la prestigiosa sede del Comune, Palazzo Beltramini.