Cicloturismo a Brescia: la via dei Laghi da Paratico a Virle di Rezzato

L’itinerario ricalca un tracciato noto fin dalla preistoria, che collegava il centro dell’Europa ai porti dell’Adriatico. L’antichissima via di comunicazione giungeva in Italia nei pressi di Como e, toccando i centri di Lecco, Bergamo e Brescia, arrivava a destinazione nella cittadina di Adria. Completamente risistemato in età romana, l’importante tracciato divenne una via consolare e fu ribattezzato via Emilia Gallica. Nel corso dei secoli lungo lo storico percorso sorsero degli edifici attrezzati per offrire assistenza a viandanti e pellegrini, come gli ospizi dedicati a San Giacomo allineati tra il Lago d’Iseo e Rezzato. L’itinerario è oggetto di un accordo di programma tra l’Amministrazione Provinciale di Brescia e quelle di Bergamo, Lecco e Milano per la messa in rete dei rispettivi itinerari in un unico percorso denominato Ciclovia dei Laghi, parte dell’itinerario BI 12 “Ciclovia Pedemontana Alpina” inserita nella rete cicloturistica Bicitalia.

Caratteristiche

  • Partenza:  Paratico
  • Arrivo:  Virle di Rezzato
  • Lunghezza:  47 km
  • Tipo di Percorso: itinerario cicloturistico facile adatto a Mountain Bike e City Bike muscolari o a pedalata assistita

La via dei Laghi da Paratico a Virle di Rezzato - Mappa

Itinerario la via dei Laghi da Paratico a Virle di Rezzato

Da Paratico a Sale di Gussago

Il percorso inizia all’altezza del ponte che unisce Sarnico con Paratico, al confine con la provincia di Bergamo. Prendiamo la ciclabile posta nei pressi del lago seguendola sino all’abitato di Clusane, dove si prosegue a sinistra in discesa. Raggiunto il porto ci dirigiamo verso la chiesa e da qui alla Provinciale, che attraversiamo per imboccare l’itinerario ciclabile in leggera salita in direzione di Brescia.
Giunti all’abitato di Cremignane dobbiamo prendere a destra sino all’attraversamento della Provinciale. In questo tratto l’itinerario costeggia la Riserva Regionale delle Torbiere, ambiente fra i più affascinanti di tutto il percorso. Raggiunto il centro di Provaglio andiamo a destra verso la zona artigianale e imbocchiamo in salita il percorso sino a raggiungere Monterotondo.
Andiamo a sinistra in discesa e poi a destra fra i campi, al bordo di un bosco. In breve raggiungiamo il castello di Passirano, dove proseguiamo sul fianco del giardino di una villa. Superata una zona residenziale prendiamo a destra il percorso che procede fra prati e vigneti sino al passaggio a livello di Paderno Franciacorta. Andiamo a destra e poi a sinistra fino alla piazza centrale.
Proseguiamo sulla corsia ciclabile fino ad arrivare ad un secondo passaggio a livello, che aggiriamo per ritornare fra i campi. Alla zona artigianale, superata la tangenziale, andiamo a destra fra le case, passando accanto al cimitero e avanzando sino a giungere all’Abbazia di Rodengo. Imbocchiamo ora il percorso che corre lungo la cinta del monastero e proseguiamo sino all’abitato di Sale di Gussago.

Da Sale di Gussago a Virle di Rezzato

Dal centro storico di Sale di Gussago seguiamo le frecce per attraversare la zona residenziale e quella artigianale sino a ritornare fra i campi. Superato un altro insediamento abitativo imbocchiamo in salita la pista che conduce alla periferia di Brescia. Al termine del pendio andiamo a destra nella strada chiusa da una catena e seguiamo nell’ordine le vie Torricella di Sotto, dello Zoccolo e Cristoforo Colombo, restando sempre sulla pista ciclabile. Oltrepassati il fiume Mella e la tangenziale, al semaforo andiamo a destra e quindi a sinistra in via Carducci. 

La percorriamo sino ad incontrare un senso vietato, che superiamo portando a mano la bicicletta sul marciapiede sino a via Montebello. Al suo termine attraversiamo al semaforo e prendiamo a destra sulla ciclabile sino a piazza Garibaldi dove andiamo a sinistra nell’omonimo corso. Attraversiamo il centro seguendo nell’ordine corso Mameli, piazza della Loggia, via X Giornate, corso Zanardelli, via Mazzini. All’altezza di piazza del Vescovato giriamo a sinistra in via Trieste e ci troviamo in piazza Paolo VI che percorriamo tenendo la parte monumentale alla nostra destra. Imbocchiamo vicolo Sant’Agostino e svoltiamo a destra in via Musei. Al semaforo giriamo a destra in via Mazzini fino all’incrocio con via Trieste che prendiamo a sinistra. 

La percorriamo per tutta la sua lunghezza fino a piazzale Arnaldo. Attraversiamo la piazza sino all’inizio di via Spalti San Marco dove giriamo a sinistra in largo Torrelunga per prendere la ciclabile che si snoda lungo il Parco dell’Acqua (Allungando di poco il percorso possiamo, una volta in via Trieste, imboccare a sinistra, via Veronica Gambara fino a giungere in via Musei. Portando la bicicletta a mano in quanto ci troviamo contromano, raggiungiamo Santa Giulia, il Museo della Città, oppure svoltiamo a sinistra sino ad arrivare in piazza del Foro che attraversiamo sino all’incrocio con via Carlo Cattaneo dove proseguiamo diritto in via Cereto fino a ritrovare via Trieste). 

Alla rotonda ci immettiamo, a sinistra, in via Mantova dove al semaforo prendiamo, a destra, la corsia ciclabile (sul lato sinistro della strada). Superiamo il sottopassso della ferrovia e all’altezza della Questura andiamo a sinistra sulla ciclabile di via Francesco Lonati sino a un piccolo cimitero. Proseguiamo diritto per una stradina fino a un successivo sottopasso della ferrovia posto alla nostra sinistra. Prendiamo a destra fino a Rezzato dove inizia la pista ciclabile. 

Superato il semaforo di Rezzato proseguiamo prima sulla pista ciclabile e poi sulla corsia ciclabile fino al semaforo dove, sulla destra c’è un ristorante cinese. Dopo 50 metri prendiamo la stradina a sinistra subito dopo la cinta del parco della grande villa all’angolo.

La via dei Laghi da Paratico a Virle di Rezzato - Da vedere

l castello di Paratico si colloca sulla cima di una collina a sud del paese, in posizione strategica per il dominio dello sbocco dell’Oglio dal lago d’Iseo e per il controllo delle strade verso la pianura e verso la città di Bergamo.

Costruito dalla famiglia Lantieri attorno al XIII – XIV secolo, forse su fondazione di un edificio più antico, il castello, secondo un’antica tradizione, avrebbe ospitato Dante Alighieri.

La torre principale, a pianta quasi quadrata di circa 10 metri per lato, raggiungeva quasi i 15 metri d’altezza articolandosi su quattro piani. Alla fine del XV secolo il castello, la cui proprietà era divisa fra diversi membri della famiglia, era ancora abitato, ma già al passaggio dei Lanzichenecchi (1521), il maniero risultava indifeso e praticamente abbandonato come tutt’oggi.

Un gioiello di storia medievale nel cuore della Franciacorta. È il Castello di Passirano, eretto nel 1100 a scopo difensivo e che conserva ancora oggi le mura massicce, l’antico fossato su un lato e le due torri a pianta semicircolare tra cui la Torre della Specola, adibita nel XVIII secolo a osservatorio astronomico. Di grande impatto visivo la merlatura ghibellina, di origine seicentesca. Il portale di accesso risale invece al XVIII secolo.

All’interno del Castello opera attualmente un’azienda vitivinicola produttrice di vino Franciacorta.

Gioiello architettonico circondato dalla quiete con all’interno importanti capolavori artistici, l’Abbazia di Rodengo Saiano è uno dei complessi religiosi più famosi della Franciacorta. Fondata nel 1090, è intitolata ai Santi Nicola e dal 2019 anche a Paolo VI, Santo bresciano a cui questo luogo era tanto caro.

Tuttora abitata da monaci olivetani, l’Abbazia si presenta al visitatore con la sua Chiesa rinascimentale dalla facciata semplice e con l’elegante protiro del Quattrocento. Al suo interno la pala del Moretto con S. Pietro e S. Paolo e il grande quadro delle Nozze di Cana di Grazio Cossali (1608). Tra le meraviglie che più colpiscono gli avventori i tre chiostri – del ‘400, del ‘500 e del ‘600 detto “Cisterna” – e gli affreschi del Romanino nel refettorio della foresteria. Da non perdere infine il refettorio, la galleria monumentale lunga 106 metri che dà accesso a una trentina di celle monastiche e il piccolo museo di oggetti sacri.

Un gioiello di arte, storia e architettura affacciato sulle Torbiere del Sebino, immerso nella tranquillità della natura lungo la ex statale che da Iseo conduce a Provaglio. Eretto attorno al 1100 in un luogo vissuto come sacro e dove già era sorta una piccola chiesetta privata, il Monastero di San Pietro in Lamosa, appartenne per circa quattro secoli ai monaci cluniacensi dell’abbazia di Cluny. Dal 1535 al 1783 fu dei canonici regolari di San Salvatore di Brescia, che l’ampliarono ulteriormente

Visitare il monastero significa partire per un lungo viaggio dal Medioevo al Rinascimento.

Da non perdere la bellissima Chiesa romanica ricca di affreschi, tra cui alcuni episodi della vita di Gesù e l’Annunciazione, posta nella parte superiore della terza campata destra a partire dal presbiterio. Tra gli altri luoghi visitabili segnaliamo di fronte all’entrata Chiesa l’Oratorio dei Disciplini (oggi nota come Sala dei Disciplini) di epoca barocca con importanti affreschi primo-cinquecenteschi e il maestoso crocifisso, il piccolo chiostro interno e un intricato susseguirsi di stanze che conduce alla piccionaia. Il tutto coronato da un’indimenticabile colpo d’occhio sulla Riserva Naturale delle Torbiere.

Conosciuta come la Leonessa d’Italia per il coraggio dimostrato nel corso delle 10 giornate di insurrezione agli Austriaci nel 1849, Brescia vanta un’antichissima storia che l’ha vista protagonista in diverse epoche: romana, longobarda, comunale, rinascimentale e risorgimentale. La città conserva testimonianze e pregevoli monumenti di ciascuna di queste fasi storiche nelle sue piazze più importanti: piazza del Foro, piazza Paolo VI e piazza della Loggia. Le più importanti testimonianze della storia romana e longobarda in Lombardia sono a Brescia: l’area archeologica del Capitolium e il Museo di Santa Giulia che sono stati inseriti nel sito UNESCO “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 d.C.)”. Le chiese conservano opere di importanti artisti quali Foppa, Moretto, Romanino, Tiepolo e Tiziano.

Il monastero di Sant’Eufemia della Fonte, fondato nel 1008 dal Vescovo Landolfo è stato restaurato e adibito a sede del Museo Mille Miglia.

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