Anello del Lago di Candia: itinerario cicloturistico in provincia di Torino

 Il fulcro di questo percorso è il Parco Naturale Lago di Candia della Provincia di Torino, primo parco provinciale istituito in Italia, compreso nei territori dei Comuni di Candia Canavese, Mazzè e Vische.

Si tratta di un percorso sterrato che circumnaviga il lago attraversando il Parco e le colline dell’Erbaluce tra Caluso e Barengo, incontrando il “Sentiero delle Pietre Bianche” prima, sentieri nei boschi e la ciclostrada del lago poi.

Un’immersione totale nella natura incontaminata

Caratteristiche

  • Tempo di percorrenza:  1 ora
  • Lunghezza:  10.2 km
  • Caratteristiche: praticabile con MTB. Metà percorso pianeggiante e metà collinare con salite e discese poco pendenti. Presenza di un breve tratto di sentiero stretto e ripido (per i principianti bici a mano). Si sconsiglia la stagione estiva per l’elevata presenza di insetti

Anello del Lago di Candia: la mappa dell'itinerario

Anello del Lago di Candia: la mappa dell'itinerario

Anello del Lago di Candia: itinerario cicloturistico

L’itinerario di seguito descritto è un anello attorno al Lago di Candia, Parco Naturale Provinciale. Si tratta di un percorso sterrato che circumnaviga il lago attraversando il Parco e le colline dell’Erbaluce tra Caluso e Barengo, incontrando il “Sentiero delle Pietre Bianche” prima, sentieri nei boschi e la ciclostrada del lago poi.

All’interno del Parco, lungo questo percorso si possono ammirare suggestivi scorci del Lago di Candia e avvistare alcune delle numerose specie di uccelli che sostano nelle insenature e in mezzo al canneto (folaghe, svassi, cormorani e aironi cenerini). Girando attorno al lago si attraversano alcuni lembi relitti di bosco alluvionale di ontani ed il querco-carpineto di pianura, frammentati da un intreccio di canali e circondati da terreni coltivati. Il tratto dell’itinerario lontano dal lago si trova nella terra dell’Erbaluce, una zona collinare caratterizzata dall’alternarsi di boschi a carpino bianco e robinia, vigneti e cascinali. Se si vogliono avere informazioni sulle bellezze naturali di questa zona umida, si consiglia di recarsi alla sede del Parco Lago di Candia che si trova lungo l’itinerario descritto.

Il territorio considerato dal percorso ciclabile è caratterizzato da un paesaggio di pianura con campi coltivati e aree umide e da una zona collinare con i vigneti dell’Erbaluce del basso Canavese. Il fulcro di questo percorso è il Parco Naturale Lago di Candia della Provincia di Torino, primo parco provinciale istituito in Italia, compreso nei territori dei Comuni di Candia Canavese, Mazzè e Vische. Il Parco è inserito fra i Siti di Rete Natura 2000 come Zona a Protezione Speciale (ZPS) per la presenza di specie rare di uccelli (tra cui tarabuso e falco di palude) e come Sito di Importanza Comunitaria (SIC) per motivi di salvaguardia ambientale. Il Lago di Candia, di origine glaciale, fa parte dell’anfiteatro morenico d’Ivrea ed è il bacino del Canavese che ha conservato al meglio le sue peculiarità naturalistiche. Infatti è un’importante zona umida, comprensiva anche di Palude, Paludetta e di una rete di canali, situata sulla rotta migratoria sud-occidentale e considerata luogo di sosta per molte specie di uccelli svernanti e di passo. Inoltre il Parco è ricco di specie vegetali legate agli ambienti lacustri e palustri (tra cui nannufero, limnantemio e violetta d’acqua).

“Documento realizzato da Biketour Italia, basato sugli Itinerari ciclabili della Provincia di Torino”.

Anello del Lago di Candia: punti di interesse lungo l'itinerario

Candia Canavese è un piccolo comune italiano di 1.316 abitanti della provincia di Torino. Oltre al lago, tutelato come primo parco di interesse provinciale, sono noti il suo castello medievale detto “Castelfiorito” e la Chiesa di Santo Stefano al Monte, edificio romanico dell’XI secolo. 

Caluso è un comune italiano di 7 651 abitanti del Canavese, della Città metropolitana di Torino. La particolare posizione geografica, sul versante meridionale esterno della morena che chiude l’Anfiteatro morenico di Ivrea, unitamente al particolare clima della zona, favorisce la coltura e la produzione di vini quali l’Erbaluce di Caluso e il Caluso Passito; per queste ragioni la cittadina è sede dell’Enoteca Regionale dei Vini della Provincia di Torino e dell’Istituto professionale di Stato per l’Agricoltura e l’Ambiente “Carlo Ubertini”. Qui la coltivazione della vite si pratica sin dai tempi più antichi ed è sempre stata la risorsa più importante e prestigiosa dell’economia agricola locale. Una leggenda legata all’origine del vitigno erbaluce narra che un tempo le colline di Caluso erano popolate da ninfe e da dei. Alba era una di queste dee ed un giorno, sulla riva di un ruscello, incontrò il Sole; si innamorarono, ma erano infelici perché non potevano mai vedersi. La Luna accorse in soccorso degli innamorati interponendosi sul cammino del Sole: durante l’eclissi il Sole raggiunse di nascosto la Terra per incontrare Alba. Da quell’incontro nacque la ninfa Albaluce. La bellezza e la grazia di Albaluce erano tali che tutti gli abitanti del posto facevano a gara ad offrirle doni ed omaggi. Ma un periodo di carestia costrinse gli abitanti a cercare di prosciugare il lago per ricavare nuove terre fertili, ma l’acqua straripò è distrusse i villaggi attorno al lago. Albaluce ne fu così addolorata che pianse per giorni e notti intere. Le sue lacrime si trasformarono in tralci di vite che produssero un’uva bianca, che fu chiamata Erbaluce.

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Dove Dormire